
I 100 cancelli dello
screening tumorale:
e quello del colon?
Dal 2007 ad oggi la Regione Puglia, da fanalino di coda nei progetti ministeriali (e relativi fondi) per attuazione dei programmi di prevenzione dal cancro, ha rapidamente guadagnato terreno, fino a raggiungere la vicina Basilicata. Attualmente, per gli screening contro il tumore alla mammella e all’apparato genitale femminile è fra le poche regioni italiane ad essere partita con le 5 province: prima l’Asl di Bari (terza azienda di Italia con oltre 1 milione e 100 mila assistiti), poi Lecce e Brindisi, infine Taranto e da ultima Foggia. Ed è un miracolo essere riusciti a screeninare con i pap test oltre 480 mila donne, senza liste d’attesa, con poche lire e senza polemiche, nell’era delle inchieste giudiziari del rischio piano di rientro come una sciabola sospesa e della ‘sanità che non funziona mai’, da auto commiserazione meridionalista.
Sempre nell’era del ‘se è gratis c’è il trucco’ era prevedibile che le cifre di risposta della popolazione, stupefatta quasi quanto gli amministratori e dirigenti che qualcosa funzioni per davvero, non fossero da subito da Asl di Modena, o di Bolzano. Però la crescita c’è stata in termini di esami fatti (mammografie e pap test) e soprattutto in termini di vite salvate dalla diagnosi precoce. Ma la vera rivoluzione epocale di questo progetto da fantasanità diventata reale è l’aver cercato di diffondere la cultura dell’avvicinamento al sistema regionale, alla prevenzione, alla fiducia nella sanità locale. Non è cosa da poco, considerando i milioni di euro a gettito continuo che le regioni del sud, chi più chi meno, perdono a causa del cosi detto ‘turismo sanitario passivo’. Gente che va in ospedali del nord per curarsi.
Alla Regione Puglia manca però l’ultimo cancello, il 100esimo, ovvero il realizzare il terzo programma di prevenzione previsto dal ministero per il quale i fondi già ci sono, le gare per l’approvvigionamento di materiale da laboratorio e kit diagnostici già sono state aggiudicate, i medici già sono stati formati: lo screening del colon retto per uomini e donne, a prevenzione di uno fra i tumori più aggressivi e diffusi. Nessuno pretende che la Puglia sbanderi cifre di adesione da Emilia Romagna (dove le campagne vanno avanti da anni). Ma nessuno- contemporaneamente- si augura che al 99esimo cancello, questa sanità che funziona, che previene per non ospedalizzare, che cerca di evitare viaggi della speranza e permette di curarsi nel proprio territorio, che è gratuita e non onerosa, torni indietro. Non si può far bene e poi non proseguire. Lasciamo il lettore ad una riflessione: in quanti, in questo momento, potrebbero essere salvati dal un semplice prelievo, aderendo ad una lettera di invito ad uno screening, quello rettale, che di fatto è fermo chissà per quale ragione?